La cardioneuroablazione è una procedura di ablazione transcatetere innovativa, utilizzata nel trattamento di alcune forme di sincope riflessa e di bradiaritmie funzionali mediate dal sistema nervoso autonomo (nervo vago).
L’obiettivo della cardioneuroablazione è ridurre l’eccessiva influenza vagale sul cuore, responsabile di episodi di bradicardia, asistolia e sincope in pazienti selezionati.
Negli ultimi anni, questa tecnica ha suscitato crescente interesse come alternativa al pacemaker in soggetti giovani o senza cardiopatia strutturale
La sincope riflessa (o sincope neuromediata) è la forma più frequente di perdita transitoria di coscienza. Comprende:
sincope vasovagale
sincope situazionale
ipersensibilità del seno carotideo
Queste condizioni sono caratterizzate da una risposta anomala del sistema nervoso autonomo, con prevalenza del tono parasimpatico (vagale), che determina:
rallentamento eccessivo della frequenza cardiaca
blocchi atrioventricolari funzionali
pause sinusali prolungate
vasodilatazione periferica
Molte sincopi neuromediate con prevalente risposta cardioinibitoria sono causate da un riflesso involontario che porta a un brusco rallentamento del battito cardiaco (bradicardia) o a un arresto temporaneo del cuore (asistolia). Questo accade perché il nervo vago invia segnali eccessivi al cuore.
In alcuni pazienti, soprattutto con sincope cardioinibitoria documentata, quindi il meccanismo bradicardico è predominante e potenzialmente trattabile con cardioneuroablazione. La cardioneuroablazione va a "disattivare" selettivamente le stazioni nervose (chiamate plessi gangliari) situate sulla superficie del cuore, riducendo l'effetto frenante del nervo vago.
La cardioneuroablazione è una procedura mini-invasiva, eseguita in sala di elettrofisiologia, simile a un’ablazione per aritmie.
La tecnica si basa sull’ablazione selettiva dei gangli parasimpatici atriali (gangliated plexi)
Questi gangli modulano l’attività vagale diretta al nodo del seno e al nodo atrioventricolare.
Ridurre l’iperattività vagale
Normalizzare la risposta cronotropa
Prevenire pause e bradiaritmie funzionali
Procedura mininvasiva: Si esegue tramite piccoli cateteri inseriti dai vasi femorali.
Alternativa al Pacemaker: Particolarmente indicata per i pazienti giovani che desiderano evitare l’impianto di un dispositivo permanente.
Efficacia a lungo termine: Mira a risolvere la causa funzionale della sincope.
La selezione del paziente è fondamentale e deve avvenire in un contesto multidisciplinare, come quello di una Syncope Unit.
Non tutti i tipi di svenimento possono essere trattati con la cardioneuroablazione. Presso la nostra Syncope Unit, la selezione del paziente è rigorosa e si basa su esami specifici come il Tilt Test, il Monitoraggio ECG prolungato (Loop Recorder) , lo studio elettrofisiologico e test farmacologici autonomici.
La documentazione di una correlazione chiara tra sintomi e bradiaritmia vagale è un elemento chiave.
I candidati ideali sono generalmente:
Pazienti con sincope vasovagale ricorrente di tipo cardioinibitorio (dove il cuore rallenta drasticamente).
Soggetti con bradicardia funzionale legate all'ipertono vagale.
Pazienti giovani (solitamente sotto i 60 anni) che non presentano malattie strutturali del cuore.
Episodi clinicamente gravi per frequenza e modalità tali da giustificare il ricorso ad una procedura invasiva
La procedura non è indicata nelle bradiaritmie strutturali o degenerative del sistema di conduzione.
La procedura di cardioneuroablazione viene eseguita in una sala di elettrofisiologia e dura mediamente 60-90 minuti.
Mappatura Elettroanatomica: Grazie a sistemi di navigazione 3D avanzati, il medico crea una mappa digitale del cuore per individuare i siti dove si concentrano i plessi gangliari.
Ablazione a Radiofrequenza: Viene erogata energia termica (radiofrequenza) nei punti identificati.
Verifica dell’efficacia: Durante l'intervento, con varie metodiche, viene valutata l'efficacia e la riduzione dell'innervazione vagale.
Il recupero è rapido: solitamente è prevista una sola notte di ricovero. I pazienti possono tornare alle normali attività entro pochi giorni.
A differenza del pacemaker, la cardioneuroablazione non richiede la gestione di un dispositivo elettronico né limita i movimenti o l'esposizione a campi magnetici. Gli studi clinici a medio termine mostrano una riduzione drastica delle recidive di sincope, miglioramento della qualità di vita.
La procedura è mini-invasiva ed eventualmente ripetibile. Nel nostro centro infatti si opta per un approccio graduale trattando inizialmente solo i gangli dell'atrio destro e riservando il trattamento dei gangli sinistri ad una seconda procedura in caso di recidive oppure nei pazienti con blocco AV funzionale. La ratio di questo approccio è che l'ablazione a destra, è sufficiente per la gran parte dei casi, minimizza i rischi periprocedurali e a nostro giudizio determina una modulazione più lieve dell'effetto (potenzialmente anche benefico) del tono vagale.
La cardioneuroablazione è una procedura relativamente recente e presenta alcuni limiti:
Mancanza di studi randomizzati di grandi dimensioni
Variabilità delle tecniche di mappaggio e ablazione
Possibile recupero parziale dell’innervazione vagale nel tempo
Necessità sia di esperienza elettrofisiologica che dei percorsi strutturati di diagnosi della sincope
Per questi motivi, la procedura deve essere eseguita in centri specializzati, all’interno di percorsi strutturati per la gestione della sincope.
La Sincope Unit rappresenta il contesto ideale per:
Identificare i pazienti candidabili
Escludere cause alternative di sincope
Valutare il rapporto rischio-beneficio
Garantire follow-up clinico e strumentale
Un approccio integrato consente di offrire terapie personalizzate, basate sui meccanismi fisiopatologici della sincope.
La cardioneuroablazione rappresenta una promettente opzione terapeutica per pazienti selezionati con sincope riflessa cardioinibitoria.
Pur non sostituendo le terapie consolidate, offre una possibilità concreta in casi specifici, soprattutto quando si desidera evitare l’impianto di un pacemaker.
La corretta indicazione, l’esperienza del centro e l’inquadramento in una Sincope Unit dedicata sono elementi fondamentali per il successo della procedura.